Roberto Riccio è il tipo che si occupa di costruire strutture per un'area svantaggiata della Tanzania. Molti fumettisti e illustratori lo dovrebbero più o meno conoscere, ho visitato il suo sito e ne ho visti in elenco diversi, famosi, meno famosi, ciarlatani e via discorrendo.
Io sono tra i ciarlatani:)
Di solito faccio cose a colori, più zeppe di contenuti visivi possibili. "Contenuti visivi", non accozzaglia di cose causali purchè estetiche. Chi conosce la mia produzione illustrata, e ha un minimo di cognizione di causa per interpretarla, sa che non si tratta di una pittura "non sense", ne di una semplice ricerca della perfezione estetica. Vieppiù che nella mia roba di perfezione leccata o non leccata proprio non ce n'è.
Ho notato invece, negli anni, che gli autori, o disegnatori vari, rimangono spesso affascinati, e compiaicuti, quando trovano alle fiere albi di autori che producono fumetti o illustrazioni a mezzo di una sintesi grafica, magari in monocromatico o con uno due colori al massimo. Ho sentito sempre lodi eccessive in merito, date soprattutto, secondo me, dal fascino dell'essenziale opposto alla saturazione che hanno questi autori dal logorìo di calcar sempre la mano sul disegno complesso. Quindi per effetto catartico vedono nel semplice b/n+1colore, una sorta di ristoro dalla fatica visiva di accettare il complesso e il complicato.
A volte mi affaccio al b/n con questa idea.

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